PERSONE NEGATIVE O RELAZIONI VELENOSE? | Maria Boschetti
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PERSONE NEGATIVE O RELAZIONI VELENOSE?

5 DOMANDE PER FARE SUBITO CHIAREZZA, ORDINE E PULIZIA

Sembra che per prendere le distanze da una persona sia necessario smettere di volerle bene.

Sembra che per allontanarsi da una situazione sia necessario iniziare a disprezzarla.

Sembra proprio che sia indispensabile produrre sentimenti negativi per prendere una decisione netta e produrre un cambiamento nella propria vita.

Eppure non è per forza così.

È successo a tutti, almeno una volta, di rompere una relazione, di allentare un rapporto di prendere le distanze da una persona, e tutti quindi sanno quanto possa essere stressante e drammatico sia prima, che durante, che dopo.

Che si tratti di un rapporto di amicizia, amoroso o lavorativo, quando iniziamo a sentirci profondamente a disagio si apre dentro di noi una serie di quesiti, anche logoranti, su cosa ci sta succedendo, come e soprattutto se dare un taglio netto e voltare pagina.

Il territorio delle relazioni è quanto mai misterioso, e diventa una giungla selvaggia e intricata quando iniziamo a sperimentare rapporti che non ci gratificano, e persone che ci fanno stare male.

In questa giungla fitta e oscura però una certezza resta sempre: le persone cambiano, perché gli eventi della vita le cambiano.

E così può succedere che quello che andava bene da una vita all’improvviso non va più bene per noi.

Può succedere che una persona con cui abbiamo condiviso momenti ed esperienze anche positivi, non ci faccia più stare bene.

Può succedere che le relazioni lunghe e stabili diventino sterili, negative, e addirittura tossiche.

Può succedere che, ad un certo punto, le strade della vita inizino a divergere: un trasloco, un matrimonio, un nuovo lavoro sono i motivi più frequenti.

Poi ci sono gli avvenimenti più pesanti, come un lutto o una malattia, che segnano definitivamente un prima e un dopo nel nostro modo di essere e di vedere il mondo.

Per quanto tutto questo sia facilmente accettabile dal punto di vista razionale, il suo impatto emotivo è sempre impegnativo, a volte travolgente. Implica un investimento notevole di energia nel rimpianto, nel dubbio, a volte nella recriminazione.

Per quanto facilmente accettabile dal punto di vista razionale, la chiusura di un rapporto che non va più bene può diventare un vero e proprio vicolo cieco emotivo da cui ci sembra di poter uscire solo con un litigio, un conflitto, o almeno la sensazione di avere ragione noi.

Un’infinità di tempo sprecato, in sintesi.

Un’enormità di energie negative create, in definitiva.

Come è possibile orientarsi, in pratica, tra le relazioni e misurarne la temperatura costantemente in modo da regolare il giusto grado di vicinanza, o allontanamento?

Prendendo l’istinto e la razionalità e usandoli entrambi bene e con costanza.

1. Avverti fatica, obbligo o stress?

Il senso del dovere serve sul lavoro e nel senso civico, non ha niente a che vedere con i rapporti interpersonali che devono affondare le loro radici nell’accettazione, nel desiderio e nello scambio.

2. Senti di non poterti aprire, fidare o affidare?

In altre parole, senti che c’è abbastanza spazio per te in quella relazione?

E, se è vero che il senso del dovere non ha niente a che fare con le relazioni, è altrettanto vero che i rapporti sani implicano fiducia e assunzione di responsabilità rispetto ai bisogni dell’altro.

3. Dai più di quanto ricevi?

In sintesi, sei sempre tu a doverti adattare ai tempi, alle esigenze e ai desideri altrui?

Questa domanda apre lo spazio ad un’infinità di altre domande: a che pro lo fai? Quanta rabbia, delusione e frustrazione stai accumulando? La tua solitudine e la paura di stare solo sono così divoranti e insostenibili?

E, soprattutto, cosa di buono realisticamente pensi te ne possa tornare?

4. Vi state facendo compagnia o siete davvero amici/partner/soci che funzionano?

Senza girarci intorno: fare shopping assieme, fare sesso, condividere un mutuo o odiare il capo non sono indicatori di una relazione vera, sana e profonda.

Sono piuttosto indicatori di condivisione, più o meno sana, di tempo, energie e punti di vista.

5. Ti senti spesso stanco, prosciugato e inaridito prima, durante o dopo aver incontrato o sentito una persona?

Non c’è molto da aggiungere: sei in una rapporto insoddisfacente e il tuo istinto ti sta dicendo di prendere le distanze.

Tenendo a mente queste domande ti sarà facile disegnare la mappa delle relazioni veramente positive e utili per te, senza disperderti nel disagio e magari cercare un pretesto per un conflitto o un litigio che ti giustifichino ad allontanarti.

Ancora di più, farti queste domande ti aiuterà a circondarti di persone che ti apprezzano, ti rispettano e ti sostengono veramente, eliminando rapidamente dai candidati a starti vicino: chi ti cerca solo quando ha voglia, quando si annoia o quando ha bisogno di te; chi ti sfrutta per le tue capacità o le tue risorse; chi ti impone le sue abitudini, le sue esigenze e i suoi desideri.

E, in tutta onestà, questa a me sembra una prospettiva, niente, niente male.