Autostima: costruzione e manutenzione | Maria Boschetti
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Autostima: costruzione e manutenzione

5 passi verso una relazione positiva con se stessi

Una bassa autostima ha il potere di ridurre tangibilmente la qualità della vita di chiunque, nessuno escluso.

E mai come in questo momento storico sembra di assistere ad una vera e propria epidemia di scarsa autostima che dilaga praticamente in tutti gli aspetti della nostra vita: l’amore, il lavoro, la percezione del mondo e le scelte che intraprendiamo.

Li sporca, li inquina, li intossica.

Di pensieri negativi, di idee distorte, di scelte confuse.

E, alla lunga, può davvero provocare disturbi molto seri come ansia, panico e depressione.

Tra le varie cause della mancanza di autostima, molti psicoterapeuti sottolineano l’impatto di esperienze disfunzionali o di abuso, soprattutto durante gli anni dell’infanzia.

A volte, però, sono le esperienze drammatiche di vita adulta che erodono pian piano l’autostima: problemi economici, separazioni e divorzi, licenziamenti o relazioni affettive senza affetto o rapporti amorosi senza amore.

Insomma, è come dire che la vita a volte ci passa addosso e nei suoi tanti eventi mette sempre alla prova la relazione che abbiamo con noi stessi, che poi è quella più preziosa tra tutte quelle che abbiamo, abbiamo avuto e avremo da qui al futuro.

Ma come è possibile, in pratica, affrontare la vita con i suoi alti e i suoi bassi mantenendo sempre saldo tra le mani il timone di una buona autostima e di una relazione amorevole con se stessi?

Anche questa conquista si può raggiungere attraverso l’abitudine.

Per cui, ogni giorno:

1. Fai la tua personale lista di qualità, talenti e pregi

Sembra banale, eppure non lo è. La serena consapevolezza delle qualità positive che ti rendono speciale richiede impegno e umiltà, ma ripaga ampiamente in termini di autostima e di chiarezza interiore su cosa fare, cosa scegliere, che direzione prendere.

2. Rinuncia al confronto con gli altri

Sembra difficile, e in effetti lo è. In questo momento storico soprattutto il confronto con gli altri, l’emulazione e l’invidia sono sovra-stimolati e diventano molto spesso la modalità attraverso cui costruire la propria identità, sia lavorativa che affettiva. Il punto è che questa identità di fatto è fasulla e precaria, perché sgorga da una implicita ammissione di inferiorità. L’invidia, insomma, fa brutti scherzi e il primo di tutti è uno schiaffo violento all’autostima.

3. Rifiuta il rimpianto, il rimorso e il rancore

Sembra concettualmente estraneo all’autostima, ma non lo è per niente. Rimpianto, rimorso e rancore sono sentimenti e stati d’animo altamente tossici e tremendamente negativi. E allora il punto è che ogni volta che concedi loro spazio e tempo stai trattando male te stesso, ti stai disprezzando, stai ammettendo implicitamente di non volerti bene affatto.

4. Comunica onestamente i tuoi desideri, le tue necessità e i tuoi pensieri

A volte, a molti, sembra impossibile, ma si può fare. Occorre “solo” oltrepassare la paura del rifiuto, il timore di essere fuori luogo e l’insicurezza, ma abituarsi alla comunicazione onesta e lineare è un passaggio obbligato nel percorso per volersi bene e costruire una immagine positiva di sé.

5. Tratta te stesso come se tu fossi il tuo migliore amico

Sembra meraviglioso, e in effetti lo è. Si tratta di essere comprensivo, gentile e disposto all’ascolto e all’aiuto con te stesso esattamente come lo sei con il tuo più grande e prezioso amico. Il migliore degli amici ha il potere di spegnere o dissolvere ogni pensiero negativo di troppo, si sa. E se diventi il migliore amico di te stesso vedrai sparire velocemente i pensieri oscuri, le critiche spietate, le definizioni feroci che spesso o ogni tanto infliggi gratuitamente a te stesso.

A ben vedere, quindi, è possibile avere un’autostima adeguata indipendentemente dagli eventi della vita, dagli altri e dal passato.

Occorre attenzione, occorre impegno e occorre onestà, ma la contropartita in termini di benessere è inestimabile.

E a voler guardare ancora più in profondità, anche queste abitudini non sono altro che un esercizio di libertà: di decidere come vivere le esperienze, di scegliere i termini in cui pensare a te stesso, e di costruire il tuo, personale e legittimo, modo di volerti bene.